Bookshop museale

È possibile immaginare un bookshop di rete? Al Mercato della Cultura di Cutrofiano, abbiamo iniziato a provarci. Seduti allo stesso tavolo – professionisti del settore culturale, creativi, artigiani e imprenditori – abbiamo messo in comune esperienze e visioni per ragionare su un’idea semplice ma ambiziosa: trasformare il bookshop in uno spazio capace di generare valore condiviso per il territorio.

Il confronto si è nutrito anche dei risultati della ricerca sui prodotti solidali e i musei condotta da Elisa Monsellato per ICOM. I dati raccontano una realtà ancora fragile – nel 2019 solo il 24% dei musei statali italiani disponeva di un bookshop – ma anche un cambiamento in atto: il bookshop non è più soltanto un servizio commerciale, bensì un’estensione della missione culturale del museo, uno strumento di relazione con la comunità e una leva per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

A rafforzare il dialogo sono stati gli interventi di Alberta Giovannini del MUSE di Trento, Francesco Nardi con Cosa Vedere a Roma e l’esperienza locale di Tommaso Assalve con l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate – bene FAI. Lo spunto è partito da ICOM, rappresentato da Niccolò Contrino e da Elisa Monsellato, coordinatrice regionale, che ha guidato la riflessione all’interno di un percorso più ampio, “Il Museo che verrà!”, coordinato dalla Città della Scienza di Napoli. In questo contesto il Museo della Ceramica di Cutrofiano è stato scelto, insieme al Museo del Territorio di Foggia e alla Pinacoteca Corrado Giaquinto di Bari, per avviare ragionamenti concreti sui musei del futuro.

L’incontro è stato anche il primo atto della seconda edizione di Galattica. Abbiamo scelto di partire, ancora una volta, dall’ascolto della comunità. Perché il bookshop può diventare uno spazio di co-progettazione capace di coinvolgere i giovani nella creazione di oggetti solidali, originali e contemporanei, mettendo in dialogo cultura e impresa. Continueremo con nuovi tavoli dedicati anche alla musica e al turismo di comunità, per costruire insieme un ecosistema culturale più connesso, sostenibile e generativo.

Skip to content