Il Museo che verrà: a Bari un confronto su musei, genere e identità queer
Dopo la tappa di Cutrofiano dedicata ai bookshop solidali, il percorso nazionale “Il Museo che verrà!”, coordinato da Città della Scienza di Napoli e ICOM Italia nell’ambito delle attività di Futuro Remoto, ha fatto tappa alla Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari per affrontare uno dei temi più urgenti della museologia contemporanea: musei, genere e identità queer.
L’incontro ha riunito professioniste e professionisti del settore culturale, docenti e circa trenta studentesse e studenti del Liceo Artistico di Bari, dando vita a un momento di confronto aperto sul ruolo che i musei possono assumere nella costruzione di spazi sempre più inclusivi, accessibili e rappresentativi della complessità della società contemporanea. Tra gli interventi, anche quelli di studiose e curatrici impegnate nella riflessione sulle questioni di genere e sulle trasformazioni della museologia contemporanea.

Ripensare il museo in chiave queer
Parlare di musei in chiave queer significa andare oltre il semplice riconoscimento delle diversità. Significa interrogarsi sul modo in cui vengono costruite le narrazioni museali, su chi è rappresentato e chi, invece, continua a rimanere invisibile.
Ripensare un museo significa quindi rivedere percorsi espositivi, linguaggi, apparati didattici e modalità di comunicazione, ma anche immaginare nuove pratiche di accoglienza e partecipazione. È un processo che richiede di mettere in discussione modelli consolidati, adottare uno sguardo critico e decoloniale e costruire istituzioni culturali capaci di dialogare con una società in continua evoluzione.
L’obiettivo non è soltanto rendere il museo un luogo più inclusivo, ma trasformarlo in un vero safe place: uno spazio in cui ogni persona possa sentirsi riconosciuta, ascoltata e rappresentata.

Un percorso che guarda al futuro
Per il Museo della Ceramica di Cutrofiano, partecipare a questo percorso significa contribuire attivamente alla costruzione di una nuova idea di museo: un’istituzione che non conserva soltanto il patrimonio, ma che si mette in ascolto delle comunità, accoglie il cambiamento e sperimenta nuove forme di relazione con il pubblico.
L’esperienza di Bari rappresenta un ulteriore tassello di un percorso condiviso che, tappa dopo tappa, sta immaginando i musei del futuro come luoghi aperti, partecipativi e capaci di generare trasformazione sociale.
Del resto, anche la ceramica insegna che la materia più resistente è spesso quella che ha saputo lasciarsi modellare. E, proprio come l’argilla, anche noi siamo pronti a continuare a trasformarci.
